Il 12 novembre 2015 sono state arrestate 5 persone ad Atene e 4 a Milano, per il corteo del primo Maggio NoExpo ed accusate di devastazione e saccheggio. I 5 greci sono ora liberi ed aspettano di conoscere i reati per cui andranno a processo nel loro paese. A Milano 2 compagni sono ancora in carcere mentre altri 2 sono agli arresti domiciliari.

“Scateniamoli- il primo maggio c’eravamo tutti” , è la campagna di solidarietà nata dopo questi arresti con la volontà di supportare gli arrestati e delegittimare il reato a loro contestato, cercando di creare legami anche con le altre campagne di solidarietà che sono nate intorno a questo tema. Nasce inoltre dalla volontà di non dimenticare quello che è successo il primo maggio 2015 a Milano quando migliaia di persone scesero in piazza per opporsi all’inaugurazione di expo e rovinarne la festa.

A sfilare, quel giorno, ci furono molte persone che combattono tutti i giorni nelle lotte per l’abitare, contro lo sfruttamento e la devastazione dei territori. Il coraggio e la determinazione vissuto nei picchetti contro gli sfratti, dietro le reti dei cantieri, sui tetti delle occupazioni si è riversato sulle strade di Milano per sfidare i divieti imposti dalla questura.

“Il primo maggio c’eravamo tutti” non può rimanere solo uno slogan ma deve riportare in sé la determinazione espressa da chi quel giorno c’era, da chi da subito ne comprese giustezza e forza e di chi continuerà a lottare.

Il 5 maggio ci sarà la prima udienza del processo ai 4, e non possiamo farla passare sotto silenzio.

L’attacco a questi compagni non lo vediamo come un attacco isolato, mirato a loro, bensì come un ulteriore attacco alla possibilità di creare situazioni conflittuali. Non sono solo 4 compagni ad essere colpiti bensì la possibilità di aprirsi ulteriori spazi d’azione. E’ la nostra agibilità, non solo nelle grandi manifestazioni, ma anche nel quotidiano delle lotte ad essere colpita.
Non crediamo dunque che sia sufficiente una solidarietà isolata e territoriale, ma una presa di posizione più ampia perché questa è solo una delle tante armi con cui cercano di attaccarci. Si pensi all’operazione per associazione a delinquere che, verso fine febbraio, ha coinvolto 11 compagni a Padova perché impegnati attivamente nella lotta contro gli sfratti.

Che ognuno dunque trovi nella sua specificità una risposta adeguata, che ognuno trovi i mezzi migliori per il contrattacco. La necessità sarà poi quella che tutte queste situazioni si richiamino a vicenda, per non affrontare mai la repressione come una questione isolata ma bensì con la consapevolezza che stiamo parlando dello del nostro agire. Dobbiamo dunque rilanciare nel presente delle situazioni che attraversiamo, per portare con noi i compagni arrestati, alla ricerca di nuovi complici.

5 MAGGIO

-DALLE 9.30 PRESIDIO SOLIDALE SOTTO IL TRIBUNALE

-Per chi non riuscisse a venire a Milano, AZIONI DI SOLIDARIETA’ NEI PROPRI TERRITORI per ribadire la vicinanza ai compagni, e conquistare passo dopo passo gli spazi per la nostra agibilità.

Se il codice è fascista tagliamo le teste all’Idra capitalista!