“Avevo un cappio intorno al collo, ma le spalle le ho sempre avute libere. Se vi interessa saperlo”. Così si conclude la veritiera storia di un celebre pirata di un’altra epoca. Hanno sul groppone la pesante accusa di devastazione e saccheggio, ma le loro parole restano libere. Così ci facciamo intercessori delle voci di due pirati in carcere da novembre 2015 per i fatti del Primo maggio a Milano.

Contributo di Radiocane con la lettura di estratti dalle lettere di Casper e stralci di una sua intervista passata:
RADIO CANE: CORRISPONDENZE PIRATESCHE