(dal sito csakavarna.org)

Il 7 luglio sono state fatte le richieste di condanna e le difese degli imputati, per il secondo filone del processo riguardante la rivolta del 24 gennaio 2015, avvenuta a Cremona per il corteo in solidarietà a Emilio.

Sono stati chiesti 5 anni e 4 mesi per Filippo, 4 anni per Sam e Gianmarco, Per tutti e tre il Comune di Cremona ha chiesto un risarcimento di 200 mila euro. Per i tre antifascisti, l’accusa è concorso in devastazione e saccheggio e per Filippo, l’aggravante della premeditazione.

La sentenza verrà emessa nella mattina di giovedì prossimo, 14 luglio intorno alle 10.

Queste il volantino distribuito in alcune strade, a cui è seguita l’assemblea avvenuta in piazza sull’opuscolo “Rompere la piazza”:

Questi piccoli gesti di solidarietà li dedichiamo ad Emmanuel, ragazzo ucciso a Fermo per mano fascista.

LIBERARSI E’ POSSIBILE

L’inferno brucia solo per chi è un dannato!
Lou X

Cosa accadrebbe se il sogno di ribellarsi contro questo mondo si trasformasse in pratica, fra moti collettivi ed azioni individuali?
Il 24 gennaio dello scorso anno a Cremona (come il 15 ottobre del 2011 a Roma e nello scorso Primo Maggio milanese contro Expo) tutto questo è successo.
Da una testa rotta ad un compagno per mano fascista, quando Emilio rischiò la vita, molte e molti hanno rialzato la propria (testa), trasformando il loro NO in qualcosa di materialmente tangibile.
Per una giornata, il tempo della sottomissione è stato sospeso.
Se la rassegnazione ad una vita di merda e l’apatia per quello che succede intorno a noi sono le sconfitte più atroci, la rabbia e l’intelligenza esplose il 24 gennaio hanno lasciato un segno: non tutto è perduto, l’impossibile può essere percorso.
Oggi vengono processati tre antifascisti con la pesantissima accusa di «devastazione e saccheggio» (per la stessa accusa, qualche mese fa, tre rivoltosi più un infame delatore sono stati condannati a 4 anni di carcere e a 200mila euro di risarcimento in favore del Comune di Cremona).
Ci chiediamo: chi realmente devasta e saccheggia le vite?
In un mondo dove la violenza sbirresca è giornaliera, dove in proporzione esiste un ricco per un numero smisurato di poveri, dove sessismo, razzismo e propaganda mediatica tengono in piedi un nazismo dilagante, ci chiediamo: chi realmente devasta e saccheggia le vite?
Quando il denaro e il servilismo all’autorità mercificano gran parte delle relazioni, quando si ritorna a costruire frontiere, quando siamo infestati da gabbie, divieti e telecamere del controllo, quando la guerra torna a casa, ci chiediamo: chi realmente devasta e saccheggia le vite?
Quando tutto è fagocitato dalla devastazione della natura e dal saccheggio delle esistenze, non ci sentiamo come nel romanzo 1984 di George Orwell dove capeggiano ovunque 3 messaggi: la libertà è schiavitù, la guerra è pace e l’ignoranza è forza?
Se frammenti di rivolta si innescano nelle strade e se i fascisti e i loro collaborazionisti subiscono questi tumulti non possiamo che gioire, perché aldilà di qualunque confine si possono trovare infiniti orizzonti di libertà.
Stare dalla parte di chi si ribella ci sembra il miglior modo per scrollarci di dosso questo mondo di morte, contro ogni delazione e per la libertà di tutte e di tutti.

Che i bagliori di rivolta di giornate come il 24 gennaio
echeggino nei cuori di chi vuole liberarsi.

solidali con i ribelli